Regolamento Appalti, apertura del Governo sulle modifiche all’appalto integrato

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Potrebbe essere riconsiderata la possibilità di affidare i lavori sul progetto di fattibilità: è quanto emerge dalle audizioni tenutesi presso la Commissione giuridica incaricata dal Mit di predisporre lo schema del regolamento unico del Codice Appalti.
Diverse le richieste di modifica avanzate dalle associazioni del settore, che lamentano la mancanza di norme sull’utilizzo del BIM e poca chiarezza sul subappalto, soprattutto dopo la bocciatura da parte dell’UE.
I tempi stringono e sarà difficile rispettare il termine del 16 dicembre prossimo, stabilito dal Decreto Sblocca Cantieri, per l’adozione del testo definitivo.
Per la tutela della centralità della progettazione, in Commissione è stata ribadita “la necessità di stralciare la norma che riaprirebbe, peraltro illegittimamente, all’affidamento dei lavori sulla base di un progetto di fattibilità” ed è stata lamentata l’assenza totale dei temi legati alla digitalizzazione e al BIM e la mancanza degli allegati. Secondo l’associazione OICE bisogna inoltre “garantire l’accesso alle gare di verifica dei progetti su criteri di qualificazione analoghi a quelli dei servizi di ingegneria e architettura”.
OICE ritiene poi che si debba riequilibrare il rapporto fra stazioni appaltanti e operatori economici. “Vorremmo dire basta – si legge nella nota diffusa dall’associazione – ad accordi quadro che rimangono sulla carta ma per i quali si devono anticipare ingenti somme prima ancora di stipulare i contratti attuativi; basta a gare i cui tempi di aggiudicazione durano dieci volte i tempi richiesti per formulare le offerte; basta con richieste di massimali di polizze professionali da decine di milioni che neanche le compagnie assicurative riescono a rilasciare, basta con bandi di gara sottostimati e con offerte di ribasso anomale che non si riescono ad escludere!”
Scendendo nello specifico, è importante addivenire a regole certe sull’utilizzo della metodologia BIM e sul subappalto, soprattutto dopo le pronunce della Corte di Giustizia dell’Unione Europea e le modifiche transitorie introdotte con lo Sblocca Cantieri.
Rosario Parasiliti, Vicepresidente di UNIONSOA, ha affermato che In linea generale questo regolamento non raggiunge gli obiettivi di semplificazione amministrativi necessari per l’iter di attestazione delle imprese.
“Sono state inserite alcune disposizioni certamente apprezzabili nell’ottica di migliorare la trasparenza e la legalità del mercato degli appalti pubblici – ha scritto in un comunicato – tra queste, ad esempio, la previsione del fascicolo virtuale e la modifica del massimale per la polizza professionale prestata dalle SOA”.
“Tuttavia – continua – altre disposizioni possono e devono essere migliorate per garantirne l’efficacia e determinare reali benefici all’intero sistema. Il riferimento è, in particolare, all’introduzione dell’obbligo per le SOA di adottare il modello organizzativo previsto dal D.lgs. 231/2001, alla conferma dell’utilizzo dei 15 anni quale periodo utilizzabile anche per i requisiti di natura economica, all’introduzione della possibilità per le SOA di accedere alle banche dati nazionali e, a un aumento più consistente dell’organico minimo delle società organismo di attestazione”.

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