Ecobonus e sismabonus al 110% o 120% per rilanciare l’edilizia

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Per rilanciare l’edilizia dopo il lockdown, il Governo sta pensando di rinforzare Ecobonus e sismabonus, con percentuali di detrazione che potrebbero salire al 110% o 120% dell’investimento sostenuto. Le anticipazioni sono state fornite dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, e dal Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, in audizione alla Camera dei Deputati.
La misura rientra nel pacchetto di iniziative per accelerare dopo la sospensione delle attività, imposta dall’emergenza sanitaria, e dare sostegno alle imprese, soprattutto a quelle di piccole dimensioni, che più hanno sofferto per il blocco dei lavori. L’idea di Patuanelli è puntare sull’edilizia per la ripresa, così come fatto nel secondo dopoguerra. Il Governo è al lavoro per individuare le coperture.
Sulle detrazioni rafforzate ci sono più ipotesi in campo. Una di queste è quella di riconoscere la detrazione del 120%, suddivisa in dieci rate annuali, ai contribuenti che realizzano gli interventi di riqualificazione energetica pagandoli di tasca propria.
I contribuenti privi della liquidità necessaria potrebbero optare per lo sconto immediato in fattura. Il fornitore dovrebbe anticipare, sotto forma di sconto, il 100% del costo dei lavori, ma avrebbe un rimborso del 120% sotto forma di credito di imposta.

L’incremento della percentuale di detrazione potrebbe anche essere più contenuto. Il Governo sta valutando anche una maggiorazione della detrazione fino al 110% anzichè fino al 120%. I meccanismi di funzionamento dovrebbero essere analoghi: 110% di detrazione per il contribuente che paga i lavori e poi riceve la detrazione negli anni successivi oppure 100% di sconto in fattura. In questo caso, il fornitore anticiperebbe il 100% del costo dei lavori e recupererebbe il 110% (invece del 120%) come credito di imposta.

Il meccanismo dello sconto in fattura è già stato proposto dal Governo lo scorso anno, ma con scarso esito. Molte imprese, lamentando di non avere la capienza sufficiente per praticarlo, e di essere penalizzate rispetto alle grandi realtà imprenditoriali, hanno fatto pressione fino all’abolizione parziale della misura. In questo caso, le imprese potrebbero essere invogliate dal rimborso maggiore rispetto alla quota anticipata.

Un’altra ipotesi è la possibilità di cedere alle banche il credito corrispondente alla detrazione fiscale. Al momento questa chance è riservata agli incapienti per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali.
Ad essere rafforzato sarà anche il sismabonus per “migliorare la resilienza del territorio al rischio sismico”. Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, ha affermato che saranno aumentate le percentuali di detrazione e sarà introdotto lo sconto in fattura. Dovrebbe inoltre essere potenziato il meccanismo della cessione del credito corrispondente alla detrazione.

Sembrano quindi confermate le anticipazioni del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che nell’illustrare gli “sconti pari al costo pressochè totale dei lavori” ha espressamente citato sia le detrazioni per la riqualificazione energetica degli edifici sia quella per la messa in sicurezza antisismica.
Analogamente, il Ministro Patuanelli, durante la trasmissione “Quarta Repubblica” e in un’intervista a “Il Sole 24 Ore” ha parlato del “rafforzamento di ecobonus e sismabonus, che passeranno al 100%” e che si combineranno con il meccanismo dello sconto in fattura.

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