venerdì 30 Ottobre 2026
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Dopo i rincari record dell’acciaio, anche il prezzo del rame ai massimi livelli

Rame al record, alluminio ai massimi, l’acciaio e palladio a prezzi esorbitanti. I costi delle materie prime sono sempre più pesanti per le imprese, che dopo una breve tregua si confrontano con nuovi rialzi di prezzo dei metalli. Con gli incentivi atteso anche un boom di consumi per le tecnologie verdi.

La domanda dei metalli ha già recuperato i livelli pre-Covid e sta crescendo non solo in Cina, ma anche in Europa e negli Stati Uniti, dove si prevede un boom di consumi per i previsti investimenti su decarbonizzazione e sviluppo di infrastrutture.

Il rame è fondamentale per l’elettrificazione, per l’incremento della rivoluzione verde, ma anche più in generale da chi è ottimista sull’andamento dell’economia. Le sue quotazioni sono tornate a volare fino a 9.765 dollari a tonnellata al London Metal Exchange.

L’alluminio è ai massimi dal 2018 a 2.382 dollari a tonnellata, il palladio. Anche il minerale di ferro è sopra 187 dollari a tonnellata. L’acciaio si vende a prezzi da primato, in Cina e non solo. Le imprese italiane, rileva Siderweb, pagano 1.000 euro per tonnellata i laminati a caldo. Ammesso che riescano a procurarseli, perché ci sono tuttora difficoltà di rifornimento.

Gli investitori ormai sono convinti che gli Usa abbiano superato l’effetto Covid: il Pil è cresciuto del 6,9% nel primo trimestre, tornando ai livelli pre-pandemia e l’America accelera grazie al piano Biden da 2,3 triliardi di dollari.

Serviranno grandi quantità di metalli e tra questi soprattutto rame, prezioso nelle auto elettriche e in generale per la transizione energetica. Ma l’offerta rischia di non bastare, avvertono molti analisti.

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