L’Italia cresce troppo poco e il comparto delle costruzioni, pur sostenuto dai cantieri pubblici, resta esposto al rischio di una brusca frenata. Le previsioni Istat indicano per il Pil un aumento dello 0,5% nel 2025 e dello 0,8% nel 2026, dopo il +0,7% del 2024.
Per Federcepicostruzioni questo quadro conferma una fragilità di fondo: la spinta degli investimenti non basta se non diventa stabile, programmata e capace di tradursi in cantieri completati. Nel 2025 la crescita è trainata soprattutto dalle opere legate al PNRR, ma la vera preoccupazione riguarda ciò che accadrà dopo, quando verrà meno la fase straordinaria.
EDILIZIA, L’ANELLO DECISIVO
Il settore delle costruzioni rimane centrale per infrastrutture, sicurezza del territorio, rigenerazione urbana e opere pubbliche. Istat segnala una tenuta del comparto nel 2025, ma il quadro resta fragile e dipendente in larga parte dai lavori non residenziali e pubblici.
A preoccupare è soprattutto la debolezza della componente abitativa, penalizzata dal ridimensionamento degli incentivi e da un contesto meno favorevole all’investimento privato. Il risultato è un settore che continua a reggere grazie alla domanda pubblica, ma che non ha ancora ritrovato una base autonoma e duratura di crescita.
PNRR, CORSA FINALE
La documentazione parlamentare sul PNRR conferma che il piano sta sostenendo in modo decisivo il sistema dei cantieri, ma segnala anche la necessità di completare nei tempi previsti una mole ancora rilevante di attività e pagamenti. Per Federcepicostruzioni questo è il punto più delicato: non basta aprire nuovi lavori, serve garantire continuità, tempi certi e capacità di esecuzione lungo tutta la filiera.
Il Presidente nazionale di Federcepicostruzioni, Antonio Lombardi, dichiara: «L’Italia non può accontentarsi di una crescita così debole. Le costruzioni hanno dimostrato di poter trainare l’economia, ma senza regole certe, pagamenti rapidi e una programmazione stabile il rischio è che la stagione positiva si interrompa proprio quando il paese avrebbe più bisogno di investimenti e cantieri aperti».
Lombardi aggiunge: «Il problema non è soltanto far partire le opere, ma mantenerle in corso e completarle nei tempi giusti. se la spinta pubblica si esaurisce e il settore residenziale resta fermo, l’edilizia rischia di tornare a essere un comparto esposto alle incertezze, invece che una leva strutturale di crescita».
RICHIESTA AL PAESE
Federcepicostruzioni chiede di non disperdere quanto attivato con il PNRR e di dare continuità agli investimenti nel comparto, con particolare attenzione alle opere pubbliche e alla tenuta dell’intera filiera delle costruzioni.

