martedì 31 Gennaio 2023
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Olimpiadi, opere in ritardo, ma per il 2026 il grosso sarà fatto»

Ecco quanto dichiarato in un’intervista dal ministro Salvini a “Il Sole 24 ore” dal titolo «Opere per le Olimpiadi in ritardo ma per il 2026 gran parte sarà fatta» di Sara Monaci.

Le Olimpiadi invernali di Milano e Cortina hanno accumulato ritardi anche gravi. Lo ammette il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, ieri intervistato dal direttore del Sole 24 Ore Fabio Tamburini sullo stato di avanzamento dei lavori per i Giochi del 2026. Salvini sottolinea di aver trovato, appena entrato al ministero, «117 opere commissariate, ferme anche per 15 anni. Stiamo cercando di correre come matti. Ho convocato una cabina di regia al Pirellone con il Coni e i ministeri coinvolti. Ci sono da mettere a terra le date anche sul Pnrr, e anche su questo sappiamo già realisticamente che alcune opere non arriveranno in tempo. Cercheremo di correre».

Per quanto riguarda le Olimpiadi invernali, Salvini garantisce che «la maggior parte delle opere sarà pronta». Ma la «maggior parte» non vuol dire tutte. E soprattutto, non risponde alla domanda sulle due strade più a rischio: la variante di Cortina e quella del Longarone, per le quali è stata aperta recentemente la Conferenza dei servizi, stadio preliminare rispetto alla realizzazione. «Ci. lavoreremo», sottolinea.

Ma nessuna assicurazione sui tempi. È chiaro dunque che la situazione delle strade venete, di competenza dell’Agenzia per le Infrastrutture delle Olimpiadi del 2026 e anch’esse tra le tante commissariate, è alquanto critica. Le due strade da sole valgono quasi 500 milioni, di cui oltre la metà assegnati da Anas (soprattutto per la variante del Longarone). Ma non si è riusciti comunque ad andare avanti con la programmazione. Per ora si sta procedendo con l’alternativa di piccole varianti sostitutive, soprattutto a Cortina.

Poi c’è un paradosso, evidenziato ieri da Salvini, proprio su alcune opere per i Giochi invernali: «alcune infrastrutture erano state contrattualizzate già in ritardo, con consegna prevista per il 2027, paradossale per un’Olimpiade che si svolgerà nel 2026. Qualcosa è chiaro che non ha funzionato. Ma ora la corsa contro il tempo va fatta soprattutto per le strade».

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