giovedì 6 Ottobre 2022
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Bonus edilizi: massimo tre cessioni del credito e sanzioni per i professionisti che attestano il falso

Sarà possibile cedere i crediti fiscali relativi ai bonus edilizi fino ad un massimo di tre volte; le due cessioni successive alla prima, però, potranno essere effettuate soltanto a favore di banche e intermediari finanziari o imprese di assicurazione. Ancora: i professionisti che rendano informazioni false oppure attestino falsamente la congruità delle spese, saranno puniti con la reclusione e con multe.

Lo ha deciso il Consiglio dei Ministri per superare il limite di un solo passaggio alle cessioni dei crediti, deciso pochi giorni fa con il Decreto sostegni-ter, duramente contestato da associazioni di categorie e imprese (tra cui anche Federcepicostruzioni, che ha rivolto un appello a tutti i parlamentari).
I crediti maturati grazie ai bonus edilizi potranno quindi essere ceduti al massimo tre volte, ma le due cessioni successive alla prima potranno essere effettuate soltanto a favore di banche e intermediari finanziari, società appartenenti a un gruppo bancario o imprese di assicurazione autorizzate ad operare in Italia.

Il Governo introduce inoltre un altro meccanismo di controllo: i crediti derivanti da sconto in fattura o cessione del credito non potranno formare oggetto di cessioni parziali successivamente alla prima comunicazione dell’opzione all’Agenzia delle Entrate. A tal fine, al credito sarà attribuito un codice identificativo univoco, da indicare nelle comunicazioni delle eventuali successive cessioni.
Le modalità attuative della cessione e tracciabilità del credito d’imposta saranno definite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate.
Importante la novità delle sanzioni per i professionisti: il tecnico abilitato che, nelle asseverazioni, espone informazioni false o omette di riferire informazioni rilevanti sui requisiti tecnici del progetto di intervento o sulla effettiva realizzazione dello stesso oppure attesta falsamente la congruità delle spese, potrebbe essere punito con la reclusione da 2 a 5 anni e con la multa da 50.000 a 100.000 euro. Se il fatto è commesso al fine di conseguire un ingiusto profitto per sé o per altri la pena è aumentata.

“Sul superbonus pene più severe per chi truffa su cessioni del credito e asseverazioni, ma torna la possibilità di cedere il credito fino a tre volte: fermiamo le truffe, non i cantieri” – ha affermato in una nota Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le autonomie. Queste nuove disposizioni, stando alla bozza, si applicheranno alle comunicazioni della prima cessione o dello sconto in fattura inviate all’Agenzia delle Entrate a partire dal 1° maggio 2022.

Come noto, il Decreto Sostegni-ter ha introdotto il limite di un passaggio alla cessione dei crediti derivanti da superbonus, bonus ristrutturazioni, bonus facciate, ecobonus e sismabonus, per mettere un freno alle truffe ai danni ai danni dello Stato finora quantificate in 4,4 miliardi di euro e che il Ministro dell’Economia, Daniele Franco, ha definito “tra le più grandi mai viste”.
Le imprese e i professionisti hanno protestato contro la misura e contro la sua applicazione pressoché immediata (norma pubblicata a fine gennaio ed entrata in vigore ieri) che ha di fatto bloccato tutto coloro i quali stavano pianificando e realizzando lavori contando sulla possibilità di cedere più volte i crediti. Il blocco del comparto è stato segnalato anche dal Servizio del Bilancio del Senato.
Il Governo ha quindi accolto le richieste e ha accettato di tornare parzialmente sui suoi passi.

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