Risorse per il Sud, il Governo sblocca 4,6 miliardi per le criticità infrastrutturali

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Il Ministero delle infrastrutture individuerà le principali criticità infrastrutturali entro marzo 2022. Il Ministero dell’Economia e delle finanze conferma un piano di ripartizione delle risorse in coerenza con il Pnrr.

Con il nuovo Dl infrastrutture viene rilanciato il piano di «perequazione infrastrutturale» per il Sud, previsto già dalla legge sul federalismo fiscale del 2009 e mai partito, nonostante si sia stato finanziato per farlo partire a più riprese. Ci sono i 4,6 miliardi in 12 anni già previsti, ma il governo Draghi dà maggiore concretezza all’operazione riducendo al minimo la fase di elaborazione di una serie di indici territoriali e prevedendo una ricognizione delle principali criticità, ad opera del Mims, entro novembre 2021, e poi l’approvazione di un piano di ripartizione delle risorse, a cura del Mef, entro marzo 2022.

I singoli ministeri successivamente dovranno presentare l’elenco di interventi aggiuntivi, cioè non ancora finanziati da altre leggi o piani. Il piano si dovrà comunque raccordare alle priorità definite dal Pnrr e dal Piano nazionale complementare (Pnc) strettamente connesso. Per aprile 2022 dovrebbe quindi decollare un piano Sud aggiuntivo puntuale chiamato a intervenire soprattutto su scuole, assistenza sanitaria, strade, autostrade, ferrovie, porti e aeroporti.

Su proposta del Ministro Giovannini, è stata creata una nuova struttura alle dipendenze dirette del Mims, il Centro per l’innovazione e la sostenibilità in materia di infrastrutture e mobilità, il Cismi, composta di cinque ricercatori, cinque tecnologi, cinque primi ricercatori, cinque primi tecnologi, due dirigenti tecnologi e due dirigenti di ricerca, tutti inquadrati presso il ministero per un costo che a regime sarà di circa 1,8 milioni annui. Il Cismi dovrà contribuire alla realizzazione degli interventi del Pnrr, promuovendo e incrementando «attività di studio, di ricerca e di sviluppo nel settore della sostenibilità delle infrastrutture e della mobilità».

Per Ansfisa, l’agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali verrà rafforzato il ruolo di competenza. Vengono trasferite all’Agenzia le competenze e le sei unità di personale degli Ustif, gli uffici del ministero delle Infrastrutture che sovrintendono alla sicurezza degli impianti fissi (a fune, funivie, funicolari, ascensori, scale mobili, metropolitane e tranvie). Anche la Commissione permanente per le gallerie viene spostata dal Consiglio superiore dei lavori pubblici ad Ansfisa.

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