Appalti pubblici e conflitti d’interesse, l’Anac detta i principi generali

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L’Autorità Anticorruzione ha individuato criteri e principi relativi ai conflitti di interesse nelle procedure di affidamento di contratti pubblici (Linee Guida n.15 pubblicate sulla Gazzetta ufficiale n. 182 dello scorso 5 agosto).
Sull’argomento il Consiglio di Stato, in sede di parere, ha definito i principi generali sul conflitto di interesse, il rapporto tra le diverse disposizioni e la distinzione tra ipotesi tipiche e atipiche di conflitto.
Il documento si incentra sull’art. 42 del D. Lgs 50/2016, che si applica alle procedure di gara sopra e sotto soglia; le situazioni di conflitto di interesse non sono individuate dalla norma in modo tassativo, ma possono essere rinvenute a seconda dei casi, quando esistano contrasto ed incompatibilità, anche solo potenziali, fra il soggetto e le funzioni che gli vengono attribuite.
In particolare, nelle Linee Guida è stata inserita una tabella con l’elencazione schematica di quelle che sono ritenute le situazioni di rischio in ogni fase del procedimento amministrativo (programmazione, progettazione, selezione del contraente, verifica dell’aggiudicazione e stipula del contratto, esecuzione del contratto, e rendicontazione).
Tali Linee Guida non rientrano tra quelle vincolanti per le P.A., ma possono essere utilizzate come criterio di paragone e di raffronto per valutare le situazioni di incompatibilità in sede di appalti pubblici.

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