Lavoro: è ancora emergenza. L’intervento del presidente Lombardi al’Assemblea provinciale AssoCepi

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Nonostante i dati – ancora allarmanti – sull’occupazione, soprattutto nel Mezzogiorno d’Italia e in Campania in particolare, l’utilizzo dei fondi europei destinati principalmente al mercato del lavoro procedono con fortissimi rallentamenti, e le politiche di sostegno si muovono in una direzione diametralmente opposta rispetto alle reali necessità del mercato del lavoro.
Questo, in estrema sintesi, l’intervento del presidente di FederCepi Costruzioni Antonio Lombardi, all’Assemblea provinciale di di AssoCepi Salerno, svoltasi al Comune di Fisciano proprio sul tema “Lavoro prima di tutto”.
«I Fondi europei destinati specificamente all’occupazione e al lavoro: quelli relativi al Fondo di Sviluppo e Coesione – ha detto il presidente Lombardi – sono fermi ad una spesa di appena l’1,5%: in un territorio come il nostro che sconta un’emergenza occupazionale, è un dato estremamente allarmante. Anche sul Programma Operativo regionale (P.O.R.) si sono accumulati ritardi preoccupanti, con la spesa ferma a 678 milioni sui 4 miliardi di risorse disponibili. Inoltre al Sud 900 mila persone sono da oltre un anno senza lavoro: un terzo di queste, risiede in Campania. La situazione è davvero preoccupante: basti pensare che in tutta la Gran Bretagna sono ferme e senza lavoro da un anno 350.000 persone».
La situazione, secondo il presidente nazionale di FederCepi Costruzioni, impone azioni tempestive ed incisive, soprattutto al Sud e in Campania: «Nella nostra Regione – ha sottolineato Lombardi nel suo intervento – il tasso di disoccupazione è del 18,9%: quasi 9 punti in più rispetto alla media nazionale del 10,2%. E se si prende in esame la sola fascia giovanile d’età compresa tra i 15 e i 24 anni, il tasso sale addirittura al 53,6%».
Nel suo intervento, il presidente Lombardi ha anche rimarcato i possibili provvedimenti da adottare: «Innanzitutto un più efficace e tempestivo utilizzo delle risorse europee: un paese in piena emergenza non può permettersi il lusso di dover restituire fondi destinati proprio all’incremento dell’occupazione e al mercato del lavoro in genere. Poi occorrono progetti di inclusione sociale e di reale interscambio informativo e operativo tra mondo del lavoro e imprese da una parte, e sistema della formazione in genere, dalle scuole secondarie alle università ».
Il Reddito di Cittadinanza, per il presidente Lombardi, si muove in una direzione diametralmente opposta: «Queste forme di sostegno e di assistenza non aiutano in alcun modo i senza lavoro a trovare una nuova occupazione. Tanto più che i Centri per l’Impiego non sono nelle condizioni di assolvere le loro funzioni. Bisogna destinare queste risorse non a infruttuose e gravose forme di assistenzialismo, ma all’abbattimento del cuneo fiscale, che in Italia è arrivato al 47,7%. In Spagna, tanto per citare un esempio, è del 39,3%. Con le risorse sprecate sul Reddito di Cittadinanza, avremmo potuto incentivare nuove assunzioni e creare occupazione vera».

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