venerdì 2 Dicembre 2022
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Pnrr da attuare in 5.708 Comuni: l’80% ha meno di 10mila abitanti. Difficoltà al Sud

La spesa effettiva del PNRR registra preoccupanti ritardi, ma c’è un dato ben più allarmante dei rallentamenti registrati negli ultimi mesi. La partita vera per la realizzazione degli investimenti si gioca infatti soprattutto il prossimo anno, nel 2023, ed un ruolo preponderante lo svolgeranno i Comuni, interessati da 43 tra investimenti e sub-investimenti articolati fra 9 componenti che si muovono trasversalmente lungo tutte le sei missioni del Piano.

Secondo un monitoraggio appena condotto dalla Ragioneria generale dello Stato i Comuni attuatori di almeno un investimento del PNRR sono 5708: il 72,2% del totale. I rimanenti 2196 (27,8%) sono comunque interessati da altri progetti, quelli generali (digitalizzazione della PA, semplificazione amministrativa, etc.).

Il coinvolgimento è inoltre del 100% per le città dai 60.000 abitanti in su, e al 98,8% per gli enti fra i 20.000 e i 60.000 abitanti, resta tra il 69,4% e l’88,6% nelle fasce demografiche più basse e si attesta al 61% per i paesi più piccoli, quelli che non raggiungono i 1000 abitanti. L’80% dei Comuni attuatori del PNRR, cioè 4582 su 5708, è sotto i 10.000 residenti.

Affinché quindi i 40 miliardi del PNRR di competenza degli enti locali per asili nido, scuole, rigenerazione di edifici e spazi pubblici, comunità energetiche è quindi innanzitutto una sfida diffusa nei centri medio piccoli.

Il dato non sorprende: del resto è questa la geografia amministrativa italiana in linea con uno degli obiettivi trasversali al PNRR che punta alla coesione fra i territori con una attenzione particolare alle aree interne mediamente più svantaggiate rispetto alle città. Ma solleva una difficoltà in più: un ultimo dato coerente con la natura del PNRR è la priorità per le regioni centro-meridionali, dove si incontrano 3099 comuni attuatori cioè il 54,3% del totale e dove però le difficoltà amministrative prodotte dalle carenze di personale sono mediamente più profonde.

Nmeri come questi spiegano bene come mai il PNRR occupi le posizioni centrali nell’agenda e nelle preoccupazioni degli amministratori locali.

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