martedì 16 Agosto 2022
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Superbonus, è il cappotto termico l’intervento più diffuso

È il cappotto termico l’intervento più richiesto nell’ambito del Superbonus. Seguono gli interventi sugli impianti e la sostituzione degli infissi. Il dato è stato comunicato dalla Sottosegretaria di Stato per la Transizione ecologica, Ilaria Fontana, che ha risposto all’interrogazione, presentata in Commissione Ambiente della Camera dall’on FI Erica Mazzetti.

Nel frattempo, la crisi di Governo e lo scioglimento delle Camere mette tutto in discussione. Il Superbonus di certo resta in vita fino alla sua naturale scadenza, ma si riuscirà a correggere le storture che, di fatto, lo hanno bloccato?
L’on. Mazzetti ha chiesto in che misura gli interventi finanziati con il Superbonus contribuiscono al risparmio energetico. Questo perché, a suo avviso, troppo spesso vengono messi in evidenza i vizi legati alla misura, mentre il Superbonus contribuisce a ridurre le emissioni di gas, come richiesto dalla Commissione Europea, e ad abbassare l’importo delle bollette.
Superbonus, 20% di risparmio energetico per ogni passaggio di classe
Fontana ha spiegato che l’Enea, oltre ai dati sull’andamento degli interventi di efficientamento energetico, a disposizione di tutti, fornisce al Ministero report con le informazioni sulla tipologia di interventi ammessi a detrazione e i risparmi conseguiti da ognuno di essi.
Fontana ha ricordato che, come emerge dai dati diffusi da Enea a fine maggio, sono stati attivati investimenti per oltre 30 miliardi di euro, che hanno permesso la riqualificazione energetica di circa 40 milioni di metri quadri di edifici, di cui il 58% è rappresentato da condomini. (Le stime si basano sui dati che fotografano la situazione al 31 maggio 2022, ma Enea aveva già diffuso i dati aggiornati al 30 giugno 2022).
Gli investimenti, ha spiegato, hanno comportato:
– un risparmio di energia primaria di circa 5.650 GWh/anno, ovvero 0,486 Mtep/anno (di cui circa il 63,4% connesso ad interventi sulle superfici opache e trasparenti, la restante quota connessa agli impianti termici):
– l’installazione di oltre 172.000 impianti fotovoltaici (circa uno per ogni edificio), cui corrisponde una potenza di picco di circa 1.078 MW, e di circa 165.500 sistemi di accumulo cui corrisponde una capacità di 3.824 MWh;
– l’installazione di più di 130.000 colonnine di ricarica per veicoli elettrici.
Nella risposta, Fontana ha illustrato che gli investimenti sono distribuiti in questo modo:
– il 39,74% riguarda l’isolamento di superfici opache;
– lo 0,82% l’eliminazione delle barriere architettoniche;
– 19,61% gli impianti di produzione di energia termica per la climatizzazione e produzione di acqua calda sanitaria;
– 19,47% la sostituzione degli infissi;
– l’8,17% l’installazione di impianti fotovoltaici;
– il 7,45% l’installazione di sistemi di accumulo;
– il 2,75% l’installazione di schermature solari;
– lo 0,80% l’installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici.
La restante quota degli investimenti è stata assorbita da interventi di natura non  energetica. Inoltre, l’installazione di caldaie a condensazione ad alta efficienza a combustibile fossile ha interessato ad oggi il 3,68% degli investimenti totali.
Fontana ha concluso il suo intervento spiegando che, secondo le stime condotte, ogni passaggio di classe energetica ottenuta da un edificio corrisponde ad un risparmio di circa il 20% dei consumi energetici.
Nella replica alla risposta della Sottosegretaria, Mazzetti aveva esortato il Governo ad adottare un decreto legge per includere nelle misure di efficientamento energetico, eventualmente da rimodulare, anche gli immobili strumentali che ospitano aziende energivore.
La crisi di Governo e lo scioglimento delle Camere mettono la richiesta in stand-by. Il Governo dimissionario dovrà occuparsi degli affari correnti fino alle prossime elezioni del 25 settembre. Data la situazione, tra gli affari correnti saranno inserite le attività collegate al PNRR e l’approvazione del nuovo Decreto Aiuti. Nel nuovo decreto potrebbero essere inserite le misure per lo sblocco della cessione dei crediti, chiesta a gran voce dagli operatori del settore, o per la rimodulazione degli incentivi per l’efficientamento energetico.

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