lunedì 26 Settembre 2022
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Superbonus, ancora dubbi interpretativi sulla cessione del credito. Norma scritta male

Ancora richieste di modifica e correzioni alle norme sul Superbonus. Aggiustamento sono state rivendicati dagli Ordini degli Architetti, con in testa quello di Roma e provincia, e dal Movimento 5 Stelle.
Gli Architetti si sono concentrati sulle norme che regolano la cessione del credito, giudicandole scritte male e poco rispondenti alle tempistiche necessarie per la progettazione e realizzazione di un intervento edilizio.
L’on. del M5S, Riccardo Fraccaro, al termine di un incontro sulla pagina di Ecofuturo festival, ha messo in evidenza la disparità di trattamento tra case popolari e condomìni, che beneficiano di scadenze diverse.
Su iniziativa dell’Ordine degli architetti di Roma e provincia, cui hanno aderito gli Ordini di 44 province italiane, venerdì 29 aprile è stata inviata una lettera aperta al Presidente del Consiglio, Mario Draghi, per “individuare una nuova formula per incentivare la fiscalità d’impresa e favorire il rilancio dell’edilizia”.
Gli Architetti hanno sottolineato che i professionisti e le imprese devono confrontarsi con nome che avrebbero dovuto semplificare gli iter per superbonus e bonus edilizi, ma che, al contrario, “sono risultati assolutamente fallimentari”.
“Di fronte a una norma scritta male – scrivono gli architetti – ci si domanda se l’Esecutivo e gli uffici che intervengono nel processo legislativo conoscano i tempi di progettazione e realizzazione di un intervento edilizio. La realtà parla di professionisti che si ritrovano oggi con lavori fatti, o quasi conclusi, senza alcuna possibilità di cessione del credito, o sconto in fattura, con l’unica prospettiva di un aumento di contenziosi e azioni legali”.
Ricordiamo che la normativa sulla cessione del credito, appena cambiata con l’introduzione del quarto passaggio tra banche e correntisti, potrebbe ulteriormente essere modificata. Il Ministro dell’Economia, Daniele Franco, ha infatti annunciato che un prossimo provvedimento legislativo potrebbe consentire la cessione banca-correntista in qualsiasi momento, senza attendere la quarta cessione.
L’on. del M5S, Riccardo Fraccaro ha reso noto, sulla sua pagina Facebook, di aver partecipato giovedì scorso ad un incontro online, sulla pagina di Ecofuturo festival.
Durante l’incontro, che ha trattato le prospettive del Superbonus, è emersa la necessità di “correggere l’incomprensibile discrepanza tra la scadenza del superbonus 110 per le case popolari, prevista per il 31 dicembre 2023 per chi al 30 giugno 2023 abbia effettuato il 60% dei lavori, rispetto ai condomini che invece hanno più tempo per usufruire della misura”.
Ricordiamo infatti che, alla luce delle modifiche introdotte con la Legge di Bilancio per il 2022, negli edifici di proprietà degli ex IACP, il Superbonus scade il 30 giugno 2023 o il 31 dicembre 2023 se i lavori sono conclusi al 60% entro giugno 2023.
Diversamente, nei condomìni e negli edifici fino a 4 unità immobiliari con unico proprietario, il Superbonus scade il 31 dicembre 2025, con un’aliquota via via decrescente:
– 110% fino al 31 dicembre 2023;
– 70% fino al 31 dicembre 2024;
– 65% fino al 31 dicembre 2025.
“È davvero difficile capire la logica di questa decisione: un progetto di efficace e veloce efficientamento energetico del parco immobiliare italiano deve passare attraverso il sostegno delle fasce più deboli della popolazione – scrive Fraccaro – Questo ostacolo va assolutamente superato per permettere alle famiglie con maggiori difficoltà di risparmiare in bolletta e far sì che possano prendere parte alla transizione energetica per il bene della collettività”.

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