venerdì 2 Dicembre 2022
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Senato: i limiti alla cessione del credito un rischio per investimenti e finanza pubblica

Il limite di un passaggio per la cessione del credito corrispondente al bonus edilizi potrebbe rappresentare un rischio non solo per gli investimenti, ma anche per i bilanci dello Stato.
A mettere in luce la probabile contraddizione della misura, introdotta dal Decreto “Sostegni ter” (DL 4/2022) per evitare fenomeni speculativi e frodi, è stato il Servizio del Bilancio del Senato, dove il Decreto Sostegni ter è approdato per la conversione in legge.

Ma intanto il Decreto Sostegni ter è in vigore e l’Agenzia delle Entrate è al lavoro per adeguare i modelli per la comunicazione della cessione del credito. I tempi sono stretti e l’Agenzia ha deciso di allungare di 10 giorni il periodo “cuscinetto”.
Se le misure del Decreto Sostegni ter saranno confermate e convertite in legge:
– il beneficiario della detrazione potrà cedere il credito ad altri soggetti, banche e intermediari finanziari, ma questi non potranno cederlo a loro volta;
– i fornitori che praticano lo sconto in fattura potranno recuperare lo sconto sotto forma di credito di imposta e cederlo una sola volta ad altri soggetti, banche o intermediari finanziari, ma questi ultimi non potranno cederlo a loro volta.
I contratti stipulati violando queste regole saranno considerati nulli.
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Il Decreto Sostegni ter ha previsto una sorta di periodo transitorio, per adeguarsi alle nuove regole, che sarebbe scaduto il 7 febbraio. Nel testo si legge che i crediti già ceduti al 7 febbraio 2022 potranno essere oggetto esclusivamente di una ulteriore cessione. Un termine che, tra incertezze, denunce e promesse di modifica, è praticamente già arrivato, lasciando gli operatori disorientati.

L’Agenzia delle Entrate ha quindi deciso di prorogare al 16 febbraio 2022 il termine entro il quale i crediti già ceduti possono essere ceduti ancora una volta.

Limiti alla cessione del credito, le conseguenze per investimenti e casse dello Stato
Il Servizio del Bilancio sottolinea che, anche se la disposizione potrebbe costituire una misura efficace per il contrasto alle frodi nel settore, le restrizioni potrebbero ridurre le possibilità di accesso al finanziamento degli interventi agevolati. Un aspetto che avrebbe ripercussioni negative sugli investimenti futuri nel settore.

I tecnici del Senato evidenziano che, per la stima degli effetti finanziari associati alle detrazioni fiscali, nei saldi di finanza pubblica sono stati sempre contabilizzate le maggiori entrate a titolo di IVA, IRPEF/IRES ed IRAP ascrivibili ai maggiori investimenti stimolati dai bonus.

Si tratta di effetti positivi, si legge nella nota di lettura del Servizio di Bilancio del Senato, che potrebbero risentire della forte riduzione introdotta dal Decreto Sostegni ter.

Secondo i tecnici del Senato, sono quindi necessarie ulteriori valutazioni per accertare che le misure non rechino maggiori oneri per la finanza pubblica.

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