Compensazioni per caro-materiali da costruzione: cosa prevede l’emendamento approvato

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Per mitigare l’aumento dei prezzi dei materiali da costruzione, che si è verificato negli ultimi mesi anche a causa della pandemia, viene introdotto un meccanismo di compensazione a favore delle aziende appaltatrici di opere pubbliche, al fine di assicurare il giusto equilibrio contrattuale ed evitare ritardi nella realizzazione di dette opere. La disposizione è contenuta in un emendamento parlamentare al decreto ‘Sostegni bis’, riformulato con il Governo ed approvato dalla Commissione Bilancio della Camera, che sta esaminando il provvedimento, con il voto favorevole di tutti i gruppi parlamentari.

Per i contratti in corso di esecuzione il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili rileverà entro il 31 ottobre 2021, con proprio decreto, le variazioni percentuali, in aumento o in diminuzione, superiori all’8%, relative al primo semestre 2021 dei prezzi dei principali materiali da costruzione. La compensazione è determinata applicando alla quantità dei singoli materiali, impiegati nelle lavorazioni eseguite e contabilizzate dal direttore dei lavori dal primo gennaio 2021 al 30 giugno 2021, le variazioni rilevate dal decreto ministeriale. Per le variazioni in aumento l’appaltatore è tenuto a presentare alla stazione appaltante apposita istanza di compensazione entro 15 giorni dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale.

Per far fronte alle compensazioni, ciascuna stazione appaltante potrà utilizzare nei limiti del 50% le somme accantonate per imprevisti nel quadro economico di ogni progetto. In caso di insufficienza delle risorse, le stazioni appaltanti potranno attingere al Fondo per l’adeguamento dei prezzi, appositamente istituito presso il Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, con una dotazione di 100 milioni.

Ringrazio tutti i gruppi parlamentari per l’attenzione mostrata su questo tema e per la fattiva collaborazione con il governo – ha detto il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, Enrico Giovannini – che ha reso possibile approvare una disposizione molto attesa dagli operatori del settore.

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