Il recupero dei rifiuti nel settore delle costruzioni e delle demolizioni è al 77%

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Il settore della gestione rifiuti ha resistito al periodo 2020 della pandemia, dopo un 2019 di nuova crescita e consolidamento, attenuando le criticità e garantendo le diverse fasi di raccolta dei materiali sui cantieri di costruzione e di demolizione portati al trattamento e riciclo.

In occasione del corso della presentazione dello studio annuale «L’Italia del Riciclo», il rapporto promosso e realizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e da Fise Unicircular (l’Unione Imprese Economia Circolare), tenutasi nel corso di un evento digital, si sono ribaditi i principi per centrare gli obiettivi di Circular Economy fissati a livello europeo. Serve semplificazione amministrativa e normativa e misure di sostegno al mercato dei prodotti riciclati, da attivare anche sfruttando i fondi che arriveranno nei prossimi mesi con il piano Next Generation Eu.

Secondo Eurostat, i rifiuti inerti da costruzione e demolizione costituiscono in termini assoluti il flusso più rilevante dei rifiuti speciali prodotti in Europa. In Italia la produzione di rifiuti da costruzione e demolizione è cresciuta nel quinquennio 2014-2018 passando da 38,4 milioni di tonnellate a 45,8.

Rispetto al mercato degli aggregati riciclati l’indagine ha evidenziato che è rappresentato in larga maggioranza (81%) dal settore delle costruzioni di infrastrutture, seguito da riempimenti e altri usi (12%), mentre una parte molto ridotta è destinata agli usi legati (circa 7%), di cui una minima parte per il confezionamento di calcestruzzi strutturali.

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