Coronavirus, il Governo lavora alla Fase 2: per i cantieri, possibile riapertura lunedì prossimo

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Coadiuvato dalla task force di esperti presieduta da Vittorio Colao e dal Comitato tecnico scientifico, il Governo sta lavorando alla definizione della Fase 2, la graduale ripresa delle attività da avviare quando l’emergenza coronavirus sarà controllabile.
La Cabina di regia tra Governo, Regioni ed enti locali ha tentato di definire uno schema di lavoro che l’Esecutivo sta portando avanti.
“Gli effetti positivi di contenimento del virus e di mitigazione del contagio – ha scritto Conte su Facebook dopo la riunione – si iniziano a misurare, ma non sono ancora tali da consentire il venir meno degli obblighi attuali e l’abbassamento della soglia di attenzione”.
“Nel frattempo, continua incessantemente il lavoro del Governo a un programma nazionale che possa consentire una ripresa di buona parte delle attività produttive in condizioni di massima sicurezza, che tenga sempre sotto controllo la curva epidemiologica e la capacità di reazione delle nostre strutture ospedaliere”.
Task force Colao: riapertura in base al rischio
La task force governativa presieduta da Colao, che sta elaborando il piano di graduale uscita dal lockdown, sta stilando una lista di tutte le attività Ateco assegnando ai settori produttivi il rispettivo rischio (basso, medio, alto) in termini di aggregazione sociale e, quindi, di possibile contagio da coronavirus.

Tra quelle ritenute a basso rischio, in una bozza di tabella ci sono le attività contraddistinte dai codici Ateco ‘41 Costruzione di edifici’, ‘42 Ingegneria civile’ e ‘43 Lavori di costruzione specializzati’. Se la task force manterrà tale orientamento, queste attività potrebbero essere tra le prime a ricominciare.

“Anche i rappresentanti dei governi locali hanno espresso adesione al disegno dell’Esecutivo di adottare un piano nazionale contenente linee guida omogenee per tutte le Regioni, in modo da procedere, ragionevolmente il 4 maggio, a una ripresa delle attività produttive attualmente sospese, secondo un programma ben articolato, che contemperi la tutela della salute e le esigenze della produzione” – ha continuato Conte.

“Dovremo proseguire nel confronto con tutte le parti sociali e le associazioni di categoria per ribadire la comune volontà di rafforzare il protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro, già approvato lo scorso mese di marzo, e di continuare sulla strada del potenziamento dello smart working” – ha concluso il premier.

Patuanelli: ripartenze per Regioni legate alla contagiosità
Un diverso criterio per le riaperture arriva dal ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli: “si può ragionare su una regionalizzazione delle riaperture, nelle Regioni che hanno meno persone positive è più facile tracciare i contatti” – ha detto il ministro ieri sera a ‘Che tempo che fa’. L’ipotesi è dunque quella di una ripartenza legata al tasso di contagiosità R0 del coronavirus nelle singole Regioni, comunque non prima del 4 maggio. Al 17 aprile il tasso di contagiosità R0 era pari, in Italia, a 0,8.
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Nella riunione di coordinamento, il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini, ha avanzato le proposte degli enti locali.
Per coordinare le fasi della ripartenza, le Regioni hanno chiesto di adottare linee guida nazionali, previo accordo con le parti sociali, che fissino le regole di carattere generale per la riapertura secondo fasi ben precise e graduali, lasciando autonomia alle Regioni per contemplare le singole specificità regionali in ordine agli aspetti relativi ai dati geografici, economici e sociali.
Quanto alla ripresa delle attività e dei servizi, le Regioni ritengono opportuno graduare la riapertura delle attività lavorative e dei servizi delle città e riorganizzare la mobilità della popolazione, prevedendo l’adeguamento del trasporto pubblico locale. “Occorre considerare – ha sottolineato Bonaccini – la necessità di distanziamento, i DPI (dispostivi di protezione individuale), l’eventuale scaglionamento degli orari di lavoro, i diversi flussi. È necessario posticipare, rispetto alla prima fase della riapertura, la mobilità extraregionale”.
Infine, le Regioni hanno proposto di ‘riavviare il motore economico del Paese’ partendo dalla riapertura dei cantieri edili, in particolare quelli all’aperto, con una procedura semplificata per i cantieri del terremoto, e di alcune filiere produttive maggiormente esposte alla concorrenza internazionale, per evitare la sostituzione di tali quote di mercato a vantaggio dei competitor stranieri.
Per queste attività, le Regioni hanno proposto una data di riapertura – il 27 aprile – ma il Governo sembra voler percorrere la strada della cautela, indicando la data del 4 maggio.
La cabina di regia composta da Governo, Regioni, Province e Comuni dovrebbe tornare a riunirsi in videoconferenza mercoledì 22 aprile per la presentazione, da parte del presidente Conte, delle linee guida per la ripresa delle attività lavorative in condizioni di sicurezza.

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