Asili nido e scuole dell’infanzia: 2,5 miliardi di euro in 15 anni

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Un Fondo da 2,5 miliardi di euro in 15 anni per mettere in sicurezza, ristrutturare e costruire asili nido e scuole dell’infanzia. Lo istituisce un emendamento di Italia Viva alla Legge di Bilancio, approvato in Commissione Bilancio del Senato. Si tratta del Fondo ‘Asili Nido e Scuole dell’infanzia’ sarà gestito dal Ministero dell’Interno e avrà una dotazione pari a 100 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2023 e di 200 milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal 2024 al 2034. Un Fondo identico era previsto nella prima bozza della Legge di Bilancio ma poi è scomparso dalle bozze più recenti e adesso torna con la proposta approvata in Commissione.
Il Fondo è finalizzato a “progetti di costruzione, ristrutturazione, messa in sicurezza e riqualificazione di asili nido, scuole dell’infanzia e centri polifunzionali per i servizi alla famiglia, con priorità per le strutture localizzate nelle aree svantaggiate del Paese e nelle periferie urbane, con lo scopo di rimuovere gli squilibri economici e sociali ivi esistenti”.
Ma anche a “progetti volti alla riconversione di spazi delle scuole dell’infanzia oggi inutilizzati, con la finalità di riequilibrio territoriale, anche nel contesto di progetti innovativi finalizzati all’attivazione di servizi integrativi che concorrono all’educazione dei bambini e soddisfino i bisogni delle famiglie in modo flessibile e diversificato sotto il profilo strutturale ed organizzativo”.
L’emendamento dispone che, per la realizzazione degli interventi suddetti, “i comuni elaborano progetti di ristrutturazione e riqualificazione degli asili nido esistenti nel proprio territorio”. Un DPCM da emanarsi entro giugno 2020 individuerà le modalità e le procedure di trasmissione dei progetti da parte dei comuni e le regole di riparto e di utilizzo delle risorse. Entro i successivi tre mesi, il Ministero dell’Interno individuerà gli enti beneficiari, gli interventi ammessi al finanziamento e il relativo importo.
Sebbene la prima parte dell’emendamento indichi, tra le finalità, la costruzione di asili nido, scuole dell’infanzia e centri polifunzionali per i servizi alla famiglia, nel prosieguo del testo è definita la procedura di presentazione dei progetti e di finanziamento degli interventi relativi esclusivamente alla “ristrutturazione e riqualificazione degli asili nido esistenti”.
Anche il Dossier dei Servizio Studi del Senato rileva che “lo stesso comma 25 fa riferimento solo a progetti di ristrutturazione e riqualificazione e non anche a progetti di costruzione o di messa in sicurezza, come invece previsto dal comma 24. Appare opportuna una ridefinizione di tali profili” – concludono i tecnici di Palazzo Madama.

Una ridefinizione è dunque necessaria per non rischiare di dare priorità al miglioramento delle strutture esistenti, indirizzando quindi le risorse verso i Comuni già dotati del servizio, e rinviare la costruzione di nuovi asili nido nei territori che ne sono sprovvisti.
Quello degli asili nido è un tema molto sensibile, soprattutto dopo che il giornalista de ‘Il Mattino’ di Napoli, Marco Esposito, nel suo recente libro ‘Zero al Sud’, ha messo nero su bianco i dati che dimostrano la grave sperequazione fra i territori in termini di servizi per i bambini.
La formulazione definitiva del testo arriverà quando la Legge di Bilancio 2020 verrà approvata.

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