Cantieri, a luglio rallenta la ripresa della produzione

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I segnali di ripresa della produzione nelle costruzioni, registrati dall’Istat nella prima parte dell’anno, hanno perso smalto negli ultimi mesi. A luglio l’attività dei cantieri è rimasta sostanzialmente invariata rispetto allo stesso mese del 2018, mentre il trend rilevato negli ultimi tre mesi ha dato evidenti segnali di cedimento rispetto al trimestre precedente. Positivo invece il bilancio dei primi sette mesi del 2019 che mantengono ancora l’evidenza di un rialzo del 3,2% rispetto ai primi sette mesi del 2018. Segno che la frenata registrata in questi ultimi mesi non si è ancora mangiato del tutto il margine di vantaggio accumulato nelle prima parte dell’anno.

A luglio, comunica l’Istat nella nota diramata ieri, la produzione nelle costruzioni resta sostanzialmente ferma su base mensile, segnando un aumento dello 0,1%, come già era accaduto a giugno. Il dato è registrato dall’Istat come «un contenuto aumento congiunturale». Su base annua l’indice corretto per gli effetti di calendario – i giorni lavorativi sono stati 23, contro i 22 di luglio 2018 – sale dello 0,8% (il grezzo +4,3%). Il confronto con i primi sette mesi dello scorso anno, come abbiamo detto, fa invece registrare un rialzo del 3,2 per cento.

«I dati di giugno e luglio confermano il quadro di sostanziale stazionarietà che contraddistingue l’evoluzione dell’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni a partire da maggio 2019», spiega l’Istat nel suo commento, notando un «rallentamento» della dinamica, anche tendenziale, rispetto ai primi mesi dell’anno. Comunque, nel complesso dei primi sette mesi dell’anno, è confermata «la tendenza al recupero in atto dall’inizio del 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018».

L’indice che misura l’attività dei cantieri si è attestato su un valore medio di 106,4 quest’anno. Vale a dire 5 punti in più della media del 2018, ma ben 41 punti in meno della media registrata nel 2010. Quando la crisi del settore aveva cominciato a far sentire i propri effetti almeno da un paio d’anni.

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