Infrastrutture killer: troppe vittime sulle strade per le pessime condizioni

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La maggior parte delle strade e delle infrastrutture del nostro Paese si trovano in condizioni manutentive pessime, e pertanto sono instabili e pericolose. E’ quanto emerge da analisi effettuate dall’ACI/ISTAT che ha preso in considerazione il tasso di incidentalità in Italia. Queste analisi, confermano che la maggiore degli incidenti è dovuta ai numerosi ostacoli presenti sulle strade o alle cattive condizioni di manutenzione.

A concentrarsi e denunciare il fenomeno è l’ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo e Accessori), che denuncia le gravi condizioni in cui i motociclisti devono circolare per le vie italiane. Nel 2018, sono state 75 le vittime su due ruote, oltre ad altri 1.773 feriti. In corrispondenza, i morti raggiungono l’8,9%, e i feriti 3,9% del totale di incidentalità.

I dati si rivelano quindi molto preoccupanti, ancora una volta. C’è da dire che nel 2019, gli incidenti sembrano essere diminuiti rispetto all’anno precedente. Ciò però è dovuto solamente alla continua produzione di maggiori equipaggiamenti protettivi che i motociclisti indossano. Vale a dire quindi che la condizione delle strade non è comunque migliorata, e si rivela quindi urgente la necessità di intervenire al più presto. Solo così si potrà preservare maggiormente la sicurezza dei viaggiatori, che siano essi automobilisti o motociclisti. Se è vero infatti che un airbag può salvarti la vita, è altrettanto vero che questi incidenti potrebbero essere evitati, se solo le istituzioni mostrassero maggiore interesse per il problema.

L’ANCMA mostra da tempo un interesse particolare per il preoccupante fenomeno. Tante, troppe sono le richieste e le esortazioni presentate nei confronti del governo, e non riguardano solo le ristrutturazioni. La domanda si concentra infatti anche sulla necessità di sgravi fiscali per l’acquisto di abbigliamenti protettivi per i motociclisti.

Un passo avanti è stato compiuto dal recente decreto istituito dal Ministero dei Trasporti, con l’installazione del “guardrail salva-motociclisti”. È importante però che non ci si fermi qui, perché è necessario procedere con nuovi e continui interventi strutturali che rendano più sicure le strade italiane. Una diminuzione degli incidenti infatti, non solo potrebbe salvare tante vite, ma ridurrebbe inoltre i costi sanitari che conseguono gli incidenti stradali, oltre 5 miliardi di euro all’anno.

Il merito maggiore è senza dubbio da attribuire quindi all’impegno continuo delle case produttrici di accessori per motociclisti, come appunto ANCMA. Grazie alla loro dedizione e alle nuove tecnologie, il numero delle vittime e dei feriti su due ruote è calato di parecchio. Si è registrata oltretutto una diminuzione degli incidenti stradali anche per quanto riguarda gli automobilisti, anche se i numeri non risultano ancora abbastanza consistenti.

L’associazione chiede quindi al governo che tutti gli investimenti condotti dalle case automobilistiche e motociclistiche non vengano vanificati dal disinteresse generale che le istituzioni mostrano verso il problema. Le infrastrutture e le strade devono essere ristrutturate senza perdere più tempo in chiacchiere.

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