Sviluppo urbano sostenibile: ecco le sei città italiane che guardano al futuro

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Torino, Ravenna, Latina, Prato, Bergamo e Milano sono tra le 20 città “vincitrici” dell’Urban Innovative Actions – “Azioni urbane innovative”  che beneficeranno degli 82 milioni messi sul piatto dal Fesr per progetti innovativi. Digital transformation e soluzioni per l’ambiente tra i focus principali.

L’Urban Innovative Actions – “Azioni urbane innovative” – è l’iniziativa europea che punta a individuare e testare nuove soluzioni di sviluppo urbano sostenibile.

I progetti vincitori – innovativi, di buona qualità, concepiti e realizzati con il coinvolgimento dei soggetti interessati – potranno contare su 82 milioni di euro erogati dal Fesr, il Fondo europeo di sviluppo regionale e si concentreranno su digital transformation, uso sostenibile del territorio, povertà e sicurezza urbana. Il budget totale stanziato dal Fesr per l’iniziativa UIA ammonta a 372 milioni di euro circa.

Le proposte inviate erano state 175, provenienti da 23 Stati membri differenti. In particolare, sulla digital transformation hanno “corso” Gavà (Spagna), Heerlen (Paesi Bassi), Lisbona (Portogallo), Ravenna (Italia), Rennes (Francia), Växjö (Svezia), Vienna (Austria). Per la sicurezza urbana il Pireo (Grecia), Tampere (Finlandia), Torino (Italia).

Per l’uso sostenibile del suolo e soluzioni ecosostenibili Baia Mare (Romania), Breda (Paesi BassBassi), Latina (Italia), Prato (Italia), Plymouth (Regno Unito). Per la povertà urbana Bergamo (Italia), Getafe (Spagna), Milano (Italia), Seraing (Belgio), Landshut (Germania).

Particolarmente interessante l’opportunità per il Comune di Latina, che si è aggiudicato un finanziamento di 3.947.760 “per l’uso sostenibile del suolo e soluzioni ecosostenibili”. L’amministrazione aveva aderito alla call UIA col progetto “UPPER – Parchi produttivi urbani per lo sviluppo di tecnologie e servizi connessi a soluzioni basate sulla natura”, che mira a trasformare aree verdi e abbandonate della città in aree verdi completamente accessibili e sicure, con strutture ricreative per i cittadini.

I parchi saranno “produttivi”, ovvero dotati di impianti di fitorisanamento di acqua e suolo, di alberi autoctoni per combattere l’effetto isola di calore e l’inquinamento atmosferico e di impianti di filtraggio e rinforzo sulle rive dei canali e lungo le dune costiere.

Il “suolo” – si legge nel bando – è infatti “una risorsa naturale finita ed essenziale”, soggetta a pressioni stressanti come l’urbanizzazione, le infrastrutture e l’aumento della produzione di alimenti, mangimi, fibre e carburanti. Ogni anno, circa 1000 km quadrati di terreni agricoli o naturali in Ue scompaiono per diventare aree artificiali, e sempre più terreni finiscono abbandonati al degrado, con ricadute negative sull’ecosistema.

Per affrontare queste sfide, sono tante le politiche europee che promuovono la protezione del suolo e della biodiversità e lo sviluppo urbano sostenibile, come il 7° Programma di azione per l’ambiente, la Strategia tematica per la protezione del suolo UE, la Strategia dell’UE sulla biodiversità e la Strategia per le infrastrutture verdi. Di recente, la Commissione ha anche adottato un “Piano d’azione per la natura, i cittadini e l’economia”, proprio con l’obiettivo di accrescere il contributo alla protezione della natura.

Il prossimo bando sarà pubblicato questo mese e rappresenterà l’ultima opportunità per le città di ottenere finanziamenti a titolo del bilancio Ue 2014-2020 per azioni innovative nei settori della cultura e del patrimonio culturale, dell’economia circolare, della qualità dell’aria e del cambiamento demografico.

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