Appalti, l’Anac aggiorna le linee guida al limite 80-20 delle concessioni

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L’ANAS (Autorità nazionale anticorruzione) ha aggiornato le Linee Guida n. 11, relative al rispetto dei limiti “80-20” nelle concessioni.
Le modifiche (prevalentemente formali), si sono rese necessarie dopo i cambiamenti apportati dal “Decreto Sblocca cantieri”, che ha prorogato al 31 dicembre 2020 i termini per l’adeguamento.
In base al Codice Appalti, i titolari di concessioni di lavori, di servizi pubblici o di forniture di importo pari o superiore a 150 mila euro, già esistenti prima dell’entrata in vigore del Codice (vale a dire del 18 aprile 2016) e non affidate con gara pubblica o con la procedura del project financing, hanno l’obbligo di mandare in gara l’80% dei lavori e possono svolgere in house solo il 20% delle lavorazioni. In questi limiti sono compresi anche i lavori di manutenzione.
Il Codice aveva fissato al 31 dicembre 2018 il termine per l’adeguamento a questi nuovi limiti (che prima erano 60–40), ma il Decreto Sblocca Cantieri ha prorogato la scadenza al 31 dicembre 2020.
Le linee guida spiegano che l’adeguamento deve essere effettuato man mano che i contratti in essere vengono a scadenza.
Modificati anche i termini entro cui assolvere agli obblighi di pubblicazione dei dati (data di sottoscrizione della concessione, oggetto e valore stimato della concessione, stato della concessione, con indicazione delle attività svolte e delle attività residue, dati del concessionario) sulla concessione sul profilo del committente. La pubblicazione deve avvenire entro il 31 gennaio 2022 con riferimento al periodo 1° gennaio 2021–31 dicembre 2021. Per i periodi successivi, il termine è fissato al 31 gennaio di ogni anno con riferimento all’anno solare precedente.
Per i concessionari autostradali restano invece ancora validi i vecchi limiti 60-40.

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