Piano Casa, dove è stato prorogato e dove invece è divenuto “strutturale”

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Il Piano Casa continua (perché reso strutturale o perché prorogato) in molte regioni italiane. Le ultime proroghe sono state approvate da Sardegna, Puglia, Campania, Molise e Abruzzo dove le norme, lanciate nel 2009 per sostenere il settore edile in crisi, scadevano il 31 dicembre dello scorso anno.

In Sardegna il Piano Casa è stato prorogato fino al 30 giugno 2019. Nel frattempo, la Regione porterà avanti l’esame del disegno di legge sul governo del territorio. In Puglia si è optato per una proroga annuale, fino al 31 dicembre 2018. Gli interventi potranno riguardare gli edifici esistenti alla data del 1° agosto 2017.

La Campania ha prorogato al 31 dicembre 2019 il Piano Casa e, contestualmente, al 31 dicembre 2018 i termini assegnati ai Comuni per concludere l’esame delle istanze giacenti di sanatoria edilizia.

Con un ‘milleproroghe’ regionale, il Molise ha allungato al 31 dicembre 2020 i termini per realizzare gli interventi di ampliamento.

L’Abruzzo ha prorogato al 31 dicembre 2018 sia la possibilità di usufruire del Piano casa sia quella di recuperare i sottotetti

Nelle Marche il Piano Casa durerà fino al 31 dicembre 2018 e sono previsti premi volumetrici aggiuntivi se l’intervento da realizzare prevede un adeguamento sismico della struttura portante dell’intero edificio esistente.

Anche in Sicilia la possibilità di ampliamento volumetrico e demolizione e ricostruzione durerà fino al 31 dicembre 2018.

Il Piano Casa del Veneto, in vigore fino al 31 dicembre 2018, ammette la deroga alle distanze minime contenute nei regolamenti edilizi comunali, ma non a quelle previste dalle norme statali.

La legge della Calabria, operativa fino al 31 dicembre 2018, incentiva maggiormente i lavori che prevedono l’adeguamento sismico di tutto l’aggregato strutturale.

In Toscana il Piano Casa scadrà il 31 dicembre 2018 e la Regione non sembra avere più intenzione di prorogarlo.

Scadrà il 31 dicembre 2018 anche il Piano Casa della Basilicata, che ammette alla misura di rilancio dell’edilizia gli edifici condonati.

In Piemonte il Piano Casa sarà in vigore fino al 30 giugno 2018. Successivamente dovrebbe essere sostituito dal testo unico sul riuso del patrimonio edilizio esistente.

Alcune regioni hanno invece ritenuto di rendere “strutturale” (e quindi a tempo indeterminato) le misure del Piano Casa.

In Valle d’Aosta questa scelta è stata fatta fin dall’inizio, cioè dal 2009, anno del debutto del Piano Casa. Sono ammessi interventi di ampliamento e sostituzione edilizia sia sugli immobili residenziali sia su quelli a destinazione diversa. Gli interventi devono essere realizzati utilizzando criteri e tecniche di edilizia sostenibile, fonti di energia alternative e rinnovabili o misure di risparmio delle risorse energetiche o idriche.

Nella Provincia di Bolzano dal 2010 il Piano Casa è stato reso a tempo indeterminato. Le norme consentono l’ampliamento e la sostituzione edilizia degli edifici residenziali. La Provincia di Trento, invece, non ha mai recepito il Piano Casa.

In Umbria il Piano Casa è stato reso strutturale dalle norme sul governo del territorio. Le misure puntano alla riqualificazione del patrimonio esistente, con incentivi maggiorati per la rimozione dell’amianto dai capannoni e gli edifici residenziali che, dopo gli interventi, si collocano in classe energetica A.

In Liguria le misure sono diventate strutturali nel 2015. Gli interventi di ampliamento e sostituzione edilizia beneficiano di bonus volumetrici maggiori nell’entroterra rispetto alla costa. I lavori sono consentiti anche nei parchi, a condizione che la loro normativa interna lo consenta.

Ricordiamo che Emilia Romagna e Lombardia sono state le prime Regioni a decidere di non prorogare le norme sul Piano Casa. Anche nel Lazio, le norme straordinarie del 2009 dopo la scadenza sono state sostituite dalla Lr 7/2017 per la rigenerazione urbana e il recupero edilizio.

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