Codice Appalti, tutte le modifiche introdotte dalla Legge di bilancio: l’in-house torna al 60%

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La Legge di Bilancio ha introdotto altre modifiche al Codice degli Appalti. Vediamole in dettaglio

L’incentivo ai dipendenti anche per appalti di servizi e forniture

Il Codice Appalti prevede che le Amministrazioni aggiudicatrici destinino ad un apposito “Fondo risorse finanziarie”, pari al 2% dell’importo dei lavori posti a base di gara, per una serie di funzioni tecniche svolte dal personale dipendente, come la programmazione della spesa per investimenti, la valutazione preventiva dei progetti, l’esecuzione di contratti pubblici, lo svolgimento della funzione di RUP o di direzione dei lavori o dell’esecuzione. La Legge di Bilancio estende questo meccanismo anche agli appalti di servizi e forniture.

Pagamenti dei fornitori entro 30 giorni

La Legge di Bilancio “taglia” da 45 a 30 giorni i termini entro cui le Amministrazioni devono emettere i certificati di pagamento relativi agli acconti del corrispettivo di appalto. Il termine decorre dall’adozione di ogni stato di avanzamento dei lavori, salvo che sia diversamente ed espressamente concordato dalle parti e previsto nella documentazione di gara o sia gravemente iniquo per il creditore.

Concessioni autostradali, l’in-house per i lavori autostradali torna al 60%

Il Codice Appalti, com’è noto, era nato anche sulla scorta della necessità di limitare drasticamente gli affidamenti in-house nelle concessioni. Per le concessioni di importo pari o superiore a 150mila euro, non affidate con la formula della finanza di progetto o con gara pubblica, si è quindi arrivati all’obbligo di affidare con gara l’80% del valore dei lavori, servizi o forniture. Gli affidamenti in-house, cioè a società controllate dall’Amministrazione, sono stati ridotti al 20%.

Per le concessioni autostradali, però, la Legge di Bilancio 2018 ha reintrodotto i vecchi limiti (60% – 40%). Questo significa che potranno tornare ad affidare alle società controllate il 40% dei lavori. Sul rispetto di questi limiti vigilerà l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), che emanerà delle linee guida ad-hoc.

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