giovedì 6 Ottobre 2022
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Alloggi universitari, per Cassa Depositi e Prestiti servono 100mila posti letto

Centomila posti letto in più. L’aumento degli alloggi universitari, utile per rendere attrattive le Università italiane, può contare su circa un miliardo di euro del Pnrr, ma è necessario superare alcune criticità perché si attivino anche gli investimenti dei privati e il piano di student housing abbia successo.

Questa, in sintesi, la conclusione del documento “Student housing: quale futuro tra pubblico e privato?” messo a punto da Cassa Depositi e Prestiti.

Il PNRR ha stanziato complessivamente 960 milioni di euro per portare il numero degli alloggi per studenti universitari a oltre 100mila entro il 2026.

Ci sono poi le risorse derivanti dalla  Legge 338/2000 in materia di alloggi e residenze universitarie.

I primi 300 milioni del PNRR e 167 milioni della Legge sugli alloggi e le residenze universitarie sono stati resi disponibili con il bando da 467 milioni di euro pubblicato a febbraio. Il bando, che si chiuderà il 17 maggio, prevede il cofinanziamento fino al 75% della realizzazione di alloggi e residenze.

Secondo CdP, il fabbisogno di alloggi per studenti risulta particolarmente urgente nelle grandi aree metropolitane (Milano, Torino, Roma, Bologna) e, più in generale, nelle città universitarie del Centro-Nord.

CdP ha rilevato che, a fronte di uno stock di studenti iscritti rimasto sostanzialmente invariato, tra il 2015 e il 2019, il numero dei fuorisede è cresciuto costantemente, passando da 784.000 a oltre 830.000 unità.

L’offerta complessiva di posti letto ammonta a circa 62.000 unità, di cui oltre il 90% in strutture pubbliche o convenzionate. I posti disponibili coprono meno dell’8% dei fuori sede. Si tratta di un valore nettamente inferiore rispetto a quello registrato in Francia (23%), Germania (14%) e Spagna (11%).

Milano è il capoluogo in cui la domanda potenziale è più elevata: l’offerta di student housing copre solo il 6,8% degli studenti fuorisede, con un gap di 16.000 posti letto.

Il PNRR prevede la partecipazione al finanziamento di investitori privati e l’apertura a partenariati pubblico-privati, un regime di tassazione per gli investimenti privati in student housing simile a quello applicato per l’edilizia sociale e requisiti semplificati sugli spazi comuni.

Il successo degli obiettivi potrebbe, secondo CdP, essere ostacolato da tre fattori: l’assenza di una asset class specifica riconosciuta a livello di sistema appetibile per gli investitori, la frammentazione della governance e la mancanza di incentivi fiscali e burocratici.

Per CdP è necessario individuare modelli di sviluppo immobiliare innovativi, che promuovano la sostenibilità economico-finanziaria dei progetti consentendo l’immissione sul mercato di soluzioni che intercettino la più vasta platea possibile, garantendo al contempo un’adeguata remunerazione degli investimenti.

Per ottenere la sostenibilità economico-finanziaria, si dovranno privilegiare modelli di ibridazione delle soluzioni abitative, quindi prevedendo una diversificazione sia in termini di utenza target, sia in termini di durata dei canoni di locazione.

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