La Cassazione: sempre sanzionabili i cantieri senza cartello quando c’è un permesso di costruire

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Il cartello che riporta i dati del permesso di costruire e gli autori dell’attività di costruzione, deve essere sempre ben visibile: lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 48178/2017, ribadendo che si tratta di una questione di “trasparenza” e a nulla rileva il fatto che gli interventi che richiedono il permesso di costruire non siano ancora iniziati, ma ne siano stati avviati altri.
I giudici nel loro provvedimento hanno evidenziato che il cartello indicante gli estremi del permesso di costruire (e i responsabili della costruzione) deve essere ben visibile fin dall’inizio dei lavori. Non basta che sia semplicemente “presente” in cantiere: deve essere posizionato in maniera tale da consentire alle autorità e ai cittadini una vigilanza rapida, precisa ed efficiente sul rispetto delle norme per l’avvio e lo svolgimento dei lavori.

Il cartello, hanno ribadito ancora i giudici, deve essere presente da subito, anche se nelle fasi iniziali del cantiere si svolgono lavorazioni che non richiedono il permesso di costruire.
“Quel che rileva – si legge testualamente nella sentenza – è il rilascio del permesso di costruire, i cui dati devono essere necessariamente riportati nel cartello”. Ciò significa che il cartello deve essere esposto se sul luogo in cui sorge il cantiere saranno svolti dei lavori con permesso di costruire, indipendentemente dal momento in cui inizieranno”.
A carico di chi svolge l’attività di costruzione, hanno sottolineato i i giudici, incombono due obblighi: “la tenuta in cantiere della concessione edilizia e l’esposizione di un cartello contenente gli estremi della concessione e degli autori dell’attività costruttiva”. E vanno adempiuti e rispettati entrambi, immediatamente con l’avvio delle opere.
Nel caso preso in esame dalla Cassazione, un’impresa era stata sanzionata perché non aveva esposto il cartello nel cantiere per la realizzazione di un intervento di risanamento e restauro di un fabbricato.
L’impresa aveva obiettato che gli interventi di risanamento e restauro non erano ancora iniziati. Al momento dei controlli l’impresa stava invece realizzando degli spostamenti e il rifacimento di una strada, attività di edilizia libera che non richiede il permesso di costruire.
I giudici della Cassazione hanno invece affermato che l’intervento da realizzare deve essere analizzato nel suo insieme. Dal momento che mancava il cartello per un lavoro da realizzare con permesso di costruire, i giudici hanno confermato le multe.

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