Nuovo Codice degli Appalti, ricorsi stabili nei primi diciotto mesi di applicazione

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Ricorsi stabili nei primi diciotto mesi di applicazione delle nuove norme del Codice degli Appalti: ma il dato non deve indurre in inganno e non è sicuramente indicatore di una minore litigiosità né tanto meno di una maggiore chiarezza del dettato legislativo. E’ innanzitutto il frutto dell’applicazione dell’articolo 204 del nuovo Codice che ha modificato l’articolo 120 del D.lgs. n. 104 del 2 luglio 2010 (Codice del processo amministrativo) proprio al fine di scoraggiare e contenere il contenzioso.

Proprie sulle modifiche introdotte dall’art. 204, gli Onorevoli Gianfranco Chiarelli e Domenico Menorello hanno presentato un’interrogazione parlamentare in cui, alla luce dell’incremento delle spese del contributo unificato in materia di appalti di lavori pubblici che scaturisce dalle modifiche introdotte dall’articolo 204, hanno chiesto di conoscere i dati relativi al numero di ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato depositati dall’entrata in vigore delle nuove norme.

Il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri ha risposto che, sulla base dei dati forniti dalla Presidenza del Consiglio, nei periodi ante e post riforma, lo scarto del numero complessivo dei ricorsi complessivamente depositati (dinanzi a TAR e Consiglio di Stato) è minimo, e peraltro evidenzia un trend crescente. Infatti, nel periodo compreso tra il 6 ottobre 2014 ed il 18 aprile 2016, risultano depositati 6.386 ricorsi; nel periodo compreso tra il 19 aprile 2016 ed il 30 ottobre 2017 ne risultano depositati 6.404 ricorsi.

La lettura di questi ultimi dati è duplice perché per un verso sembrerebbe che la nuova formulazione dell’articolo 120 del Codice del processo amministrativo non abbia compresso, per l’incremento del contributo fisso unificato, il numero dei ricorsi presentati dopo l’entrata in vigore del Codice dei contratti di cui al d.lgs. n. 50/2016 mentre per un altro verso il trend crescente sottolineato dal sottosegretario Ferri sta ad indicare che, anche in questo caso, il Codice dei contratti non ha funzionato perché non è riuscito a contenere il contenzioso così come si era prefisso con le modifiche introdotte all’art. 120 del Codice del processo amministrativo.

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